Bonus 110%: caratteristiche, beneficiari e modalità di utilizzo

Bonus 110%: caratteristiche, beneficiari e modalità di utilizzo

SUPERBONUS 110

 

Il decreto rilancio del 19 maggio 2020  ha introdotto uno strumento soprannominato Superbonus il quale punta in primis a rendere più efficienti e sicure le abitazioni dei cittadini italiani e successivamente punta a rilanciare rapidamente il comparto dell’edilizia. Grazie a questo strumento è possibile effettuare i lavori di ristrutturazione a costo zero. Il Superbonus all’interno individua due categorie di utilizzo:

  1. Il Super Ecobonus da utilizzare per i lavori di efficientamento energetico;
  2. Il Super Sismabonus da utilizzare per tutti quei lavori che hanno ad oggetto un adeguamento antisismico.

REQUISITI ECOBONUS

Per poter accedere al super Eco bonus occorre soddisfare un requisito “tecnico” ovvero, garantire ed ottenere il miglioramento di almeno due classi energetiche risultante dall’attestato di prestazione energetica (Ape), Qualora non fosse possibile scalare due classi energetiche, ne basta una che corrisponde alla più alta possibile, risultante sempre tramite Ape, rilasciata da un tecnico abilitato.

Per poter beneficiare del Super Ecobonus è necessario effettuare almeno un intervento cosiddetto “trainante”. Gli interventi trainanti consistono:

  1. Nell’isolamento termico del prospetto dell’edificio;
  2. Nella sostituzione degli impianti termici con impianti centralizzati.

Una volta aver eseguito i lavori “Trainanti” il beneficiario ha la possibilità di accedere, ed eseguire tutti quei lavori definiti “trainati” Gli interventi trainati sono:

  1. interventi di efficientemento energetico
  2. installazione di impianti solari fotovoltaici
  3. infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  4. interventi di eliminazione delle barriere architettoniche

 

REQUISITI SISMABONUS

Così come per l’Ecobonus anche per il Sismabonus occorre soddisfare dei requisiti “tecnici “per beneficiare dell’agevolazione. E’ necessario che il tecnico abilitato rilasci specifiche motivazioni per il rispetto dei requisiti tecnici degli interventi e della riduzione del rischio sismico, nonché dei costi massimi specifici. L’edificio deve essere situato nelle zone sismiche 1,2,3.

Per beneficiare del sisma bonus occorre effettuare i seguenti lavori;

  1. demolizione e ricostruzione totale;
  2. interventi di miglioramento: interventi atti ad aumentare la sicurezza strutturale preesistente, senza necessariamente raggiungere i livelli di sicurezza fissati dalla norma;
  3. interventi di riparazione o locali: interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti, come, ad esempio, migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati.

E’ da ritenersi di fondamentale importanza, per usufruire dei bonus sopra citati, l’adeguatezza e la conformità urbanistica degli immobili oltre alla regolarità dell’immobile al catasto immobiliare.

 

CHI PUO’ BENEFICIARNE

Il decreto rilancio identifica i soggetti richiedenti che possono beneficiare sia del sismabonus che dell’ecobonus, esso si applica agli interventi effettuati da:

  1. i condomini; intesi come soggetti che hanno ad oggetto il miglioramento del comparto immobiliare caratterizzato da parti in comune;
  2. le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  3. gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  4. le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
  5. le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
  6. le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  7. le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

 

Inizialmente il super bonus del 110%  era rivolto solo al miglioramento dell’unità immobiliare principale, intesa come quella abitazione dove il beneficiario risiede anagraficamente e dimora abitualmente. Con le modifiche apportate durante la conversione dei decreti attuativi, la legge ha riconosciuto l’utilizzo del bonus anche per le seconde case, riservando l’utilizzo del bonus per un totale di due volte in capo allo stesso soggetto e su unità abitative differenti.

Sono inoltre esclusi gli immobili di nuova costruzione e gli immobili appartenenti alla categoria catastale A1 e A8 ovvero abitazioni di tipo signorile e abitazioni in ville

 

 

COME RICHIEDERE IL BONUS

Il beneficiario può usufruire del bonus in tre diversi modi in base alle situazioni che si verificano ed in base ai soggetti che vengono coinvolti nella realizzazione degli interventi.

 

  1. sconto in fattura; in questo caso l’impresa che effettua i lavori dovrà applicare uno sconto fino al 100% del valore della fattura. In questo modo il cittadino effettuerà i lavori senza sostenere alcun esborso monetario. L’impresa che concede lo sconto in fattura si vedrà in questo modo riconosciuto un credito d’imposta pari al 110% dell’ammontare dello sconto applicato, da utilizzare in quote annuali di pari importo;
  2. Sostenere autonomamente le spese degli interventi; un secondo metodo per usufruire del bonus è quello si sostenere autonomamente e di tasca propria le spese per il miglioramento o l’adeguamento sismico dell’immobile. Al cittadino verrà riconosciuto l’intero importo sostenuto per i lavori ricevendo il 110% degli importi ammessi dilazionati in 5 anni;
  3. Cessione del credito di imposta, il cittadino in alternativa ai precedenti metodi descritti può cedere il proprio credito di imposta ad un soggetto terzo (istituto finanziario o assicurativo) pagando un importo ridotto dei lavori, di una quantità pari all’attualizzazione all’anno zero della quota ceduta. Sarà quest’ultimo a beneficiare in cinque anni della detrazione.

 

La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in5 quote annuali di pari importo e per le spese sostenute nel 2022 in 4 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

 

 

DOCUMENTI

Al fine di ottenere il bonus del 110% occorre essere in possesso di alcuni documenti:

  1. Autodichiarazione del cliente che attesti di eventuali precedenti bonus casa di cui ha usufruito negli ultimi 10 anni;
  2. visura catastale;
  3. Ape stato iniziale;
  4. analisi preventiva e fattibilità (ovvero se avviene il salto di 2 classi energetiche);
  5. relazione tecnica;
  6. dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
  7. pratica edilizia;
  8. prospetti in dwg;
  9. preventivi e/o computi metrici;
  10. dati e trasmittanza serramenti sostituiti;
  11. documentazione fotografica intervento;
  12. certificazioni serramenti nuovi;
  13. schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa.

Altri documenti sono necessari al fine di determinare lo stato di avanzamento dei lavori, trattasi per lo più di documenti e relazioni tecniche le quali spettano alla ditta che esegui i lavori, ai tecnici e capi cantieri.

Clicca per votare questo articolo!
[Total: 7 Average: 5]

Bonus condizionatori 2021: importi e requisiti

Bonus condizionatori 2021: importi e requisiti

Bonus Condizionatori

La stagione estiva è alle porte e il continuo aumento delle temperature, soprattutto nel sud Italia dove si raggiungono temperature elevate, spinge i cittadini a sentire il bisogno di attrezzarsi per l’acquisto di un condizionatore. Acquistare un nuovo condizionatore o sostituire il precedente con uno più efficiente ha un costo che il più delle volte si traduce in un esborso consistente di denaro.

Il bonus condizionatore viene in soccorso dei contribuenti offrendo la possibilità di beneficiare di una detrazione fiscale, dall’Irpef o dall’Ires, nella misura del 50% o del 65% della spesa totale sostenuta per l’acquisto di condizionatori e pompe di calore.

 

A quanto ammonta la detrazione?

 

Come scritto precedentemente il bonus può essere di due importi 50% o 65% nel caso in cui si tratti di nuova installazione o di sostituzione del vecchio con il nuovo e nel caso in cui si tratti

  

  1. Bonus condizionatori nuova installazione e senza ristrutturazione; in caso di nuova installazione di condizionatori in pompa di calore si può beneficiare delle detrazioni IRPEF al 50% in quanto il condizionatore stesso rientra nelle opere di ristrutturazione edilizia. Il tetto massimo della spesa è pari a 48.000 € da suddividere in 10 rate annuali di pari importo
  1. Bonus condizionatori con sostituzione del vecchio con il nuovo, detto anche ecobonus; in questo caso la detrazione è al 65% per i condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza, che vanno a sostituire il precedente impianto e vale per abitazioni private, uffici o negozi. Il tetto massimo della spesa è pari a 46.147 da suddividere in 10 rate annuali di pari importo.
  2. Bonus condizionatori nuova installazione con ristrutturazione; in questo caso la detrazione spettante è pari al 50% nel caso in cui si acquista un condizionatore a pompa di calore. Il tetto massimo della spesa è pari a 96.000 da suddividere in 10 rate annuali di pari importo.

A chi Spetta?

 

Possono usufruire di tale agevolazione le persone fisiche, lavoratori, professionisti, condomini, istituti autonomi che gestiscono le case popolari, cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Si può usufruire di tale agevolazione fino al 31 dicembre 2021

 

Requisiti

 

Per accedere agli incentivi occorre soddisfare dei requisiti riguardanti l’unità abitativa e le modalità di pagamento del bene.

Quanto all’unità abitativa, l’immobile deve risultare iscritto al catasto oppure in fase di accatastamento, e soprattutto in regola con i pagamenti. Per le modalità di pagamento occorre che le spese vengano effettuate con metodi di pagamento tracciati (Bonifico Parlante o carta di credito solo per acquisti a rate e/o finanziamento) e che lo stesso pagamento sia documentato da fattura.

N.B. Al fine di ottenere il bonus condizionatori occorre effettuare l’acquisto con un pagamento a rate oppure con un bonifico parlante. Non sono invece ammessi pagamenti con Carta di credito e Bancomat, assegni e contanti.

Clicca per votare questo articolo!
[Total: 10 Average: 4.6]